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30 novembre 2025

UK Chart 75





Vista la cortese segnalazione

colgo l'occasione per accontentare anche altri FANatics anglofili

che da tempo chiedevano notizie sulle classifiche inglesi e le loro origini

grazie ad Edoardo di Bologna oggi colmiamo questa lacuna...













Ciao Edo e William,

leggo sempre tutti ma non posso rispondere SEMPRE...

Allora eccovi serviti e cominciamo:

intanto ci tengo a precisare che il mio non è affatto americanismo

ma l'evidenza dei fatti: BILLBOARD Magazine è nato nel 1894

mentre le prime "UKCharts" videro la luce solo negli anni 50.

Questo non per sminuirle ma per l'oggettivo spessore storico della Hot100

dobbiamo accettare il fatto che in quanto a dati, numeri e generi musicali

ha l'archivio più completo al mondo ineguagliabile sia per affidabilità

che banalmente "anzianità"...

è la mamma di tutte le classifiche...ormai la nonna!
Billboard Magazine pubblica report settimanali da oltre un secolo.
All'inizio del 1900 descrivevano in dettaglio la popolarità degli spartiti,
nel luglio del 1940 ha presentato la sua prima classifica vendite
di canzoni registrate e l'elenco nazionale comprendeva solo 10 posizioni
con Bing Crosby, Jimmy Dorsey e Glenn Miller tra i suoi ranghi.
Ha poi ampliato negli anni il suo numero di aggiornamenti settimanali
a partire dai riassunti R&B del 1942.


Nel marzo del 1956, è stata presentata la "Billboard 200" (Lp)
e due anni dopo, nell'agosto 1958, la "Hot 100" (singoli)
come la conosciamo oggi.


Alla fine del 1958, stampò per la prima volta
anche un riepilogo delle canzoni più famose dell'anno ("YearEndChart"):
"Volare (Nel Blu Dipinto di Blu)" di Domenico Modugno
è stato il primo "NumberOne" di fine anno per cinque settimane consecutive
diventando la seconda canzone a superare il "Weekly Hot 100"
dopo "Poor Little Fool" di Ricky Nelson!


Per chi volesse approfondire e scoprire TUTTA la storia del glorioso magazine
consiglio questo link a Wikipedia


👇

https://en.wikipedia.org/wiki/Billboard_(magazine)


E adesso un po' di STORIA inglese...




Per esaminare le origini delle classifiche inglesi

dobbiamo tornare appunto ai primi anni '50,

quando le uniche classifiche pubblicate erano per spartiti musicali.

Esisteva una pubblicazione uffciale chiamata

"The Musical Express & Accordian Weekly"

ma la sua circolazione era così scarsa che stava sprofondando

nell'oblio, finché alla fine del 51,

i proprietari ricevettero un'offerta di 1000 £

che afferrarono con entrambe le mani!




Un agente e promotore musicale di nome Maurice Kinn 
👇



aveva messo i suoi soldi per realizzare il sogno di possedere un giornale musicale.

In pochi mesi il "NEW MUSICAL EXPRESS" era pronto,

venne lanciato nel marzo del 52 stabilendo rapidamente un ottimo seguito di pubblico

tanto da competere con "MelodyMaker", già famoso ed in auge da tempo.

Maurice aveva seguito sempre con grande interesse "Billboard" in America

e pensò che sarebbe stata cosa buona e giusta proporre una pubblicazione simile

anche nel Regno Unito.




Così, insieme a Percy Dickins e all'editore Ray Sonin, si lanciò nell'avventura.

Per i successivi otto mesi il piccolo team editoriale

pianificò furiosamente tutto il lavoro e il 14 novembre 1952

la prima tabella di vendita dischi del Regno Unito

poteva essere pubblicata nel "NEW MUSICAL EXPRESS"

(il nome si sarebbe poi trasformato semplicemente in "NME"...come lo conosciamo oggi).




Poiché non c'erano né la quantità né la varietà di produzioni,

quel primo grafico era soltanto una misera TOP15.

La divulgazione era difficoltosa, molti dischi a quel tempo suonavano ancora a ​​78 giri

erano pressati in fragile gommalacca e si rompevano facilmente.

Quelli in vinile già esistevano ma, o erano poco diffusi o fragili anch'essi

sia per la scarsa capacità produttiva ancora in fase iniziale

sia perché nella Gran Bretagna post bellica la materia prima scarseggiava davvero.




Le prime classifiche venivano pubblicate ogni settimana

basandosi su semplici telefonate ad alcuni negozi

che accettavano di tenere una nota scritta settimanale nei registri di vendita.

Tuttavia all'inizio, dato che questi erano concentrati solo nella grande area di Londra

le stime avrebbero potuto essere manipolate da chiunque sapesse quali negozi

venissero contattati per la compilazione, soprattutto nei primi anni

in cui i punti vendita coinvolti nel sondaggio erano così pochi.

Comunque la popolarità delle Charts era evidente fin dal loro inizio

e man mano che le vendite di dischi crescevano

non era più un problema riempire 20 posizioni.

Anche altre organizzazioni editoriali si accorsero dell'idea,

saltarono sul carro e iniziarono a pubblicare le proprie classifiche.

Intanto il grafico dei dati fu ampliato alla "TOP30"

per arrivare alla "TOP50" nel 1960.

Sebbene NME continuasse a pubblicare la sua Chart,

la TOP50 divenne indipendente e nel 69 anche il British Market Research Bureau

iniziò a raccogliere i dati di vendita da circa 250 rivenditori in tutto il Regno Unito

e compilare la classifica ufficiale dei singoli che sarebbe stata utilizzata anche dalla BBC.




Nel 1978, i grafici furono estesi ancora arrivando fino alla "TOP75"

e quando Gallup sostituì il British Market per la raccolta dati

si giunse finalmente ad eguagliare Billboard pubblicando la UK-TOP100.

Tanto per tornare al discorso iniziale...(Edo e William)...

come vedete ci son voluti quasi 30 anni perché queste classifiche

potessero "competere" con la Hot100 americana.

Ovviamente da quel 1978 ad oggi anche la storia del vecchio grafico di calcolo

ha cambiato direzione adeguando molte volte il suo naturale percorso evolutivo

man mano che l'era musicale si trasformava fino a diventare digitale e mainstream.

L'invenzione degli algoritmi di compressione che ha ridotto la dimensione dei file audio

ha scatenato l'esplosione dei download e della cosiddetta Musica Liquida

come principale mezzo di distribuzione segnando il declino sia del Vinile che del CD.

Giusto per completezza dovremmo dire che nei primi anni 70

si tentò di riservare uno spazio esclusivo anche alle audio-cassette

ma fu un esperimento brevissimo e senza seguito.




Anche la rigida industria discografica del Regno Unito

si è dovuta inchinare all'ineluttabilità del progresso

e nel 2005 la BBC ha suonato il suo "Top40-Show"

basato per la prima volta sia sulle vendite dei dischi fisici

che sul download digitale applicando "regole molto rigide tra i due settori"....

regole ovviamente anacronistiche poiché negli anni successivi

il download ha continuato a prendersi sempre più spazio

fino a mangiare l'intera torta del mercato in vinile.




Ed ora finalmente eccovi una bella paginata dalle UKCharts ufficiali:

ne ho scelta una ancora del 1975 tanto per festeggiare i suoi 50 anni appena trascorsi.

Stavolta a differenza di quindici giorni fa con Spotify

dovrete accontentarvi del solo report scritto, senza link sonori

sinceramente non c'è il tempo necessario per creare una Playlist

ma già solo leggendo i titoli riecheggiano nella mente

i suoni delle "OndeMedie" di Radio Luxembourg....

la qualità era pessima ma quanta nostalgia!

                                                      © UK-Charts









20 marzo 2021

La Radio E' Morta?

Vedo molti amici e colleghi tutti presi a parlare del contenitore
e poco, troppo poco del contenuto
giorni mesi anni a disquisire su 
Vinile....Digitale....Analogico....
FM....DAB....LUFS....5G
tutto bello e importantissimo certo
ma se nel 75 ci fossimo soffermati così tanto
su ..VALVOLE....TRANSISTOR....
STEREOFONIA....IMPEDENZA....OHM
a quest'ora le radio manco sarebbero nate
già..e almeno oggi non sarebbero così morte...
perché si, sono proprio morte 
e dobbiamo scoprire insieme l'assassino
(o gli assassini).
E' doloroso dirlo
ma la Radio oggi non ha proprio senso 
una vale l'altra e ormai è solo 
una penosa liturgia
ha perso ogni funzione originaria
anzi, non si sa nemmeno più 
a che cazzo serva...

Certo, dopo che tutto è stato già fatto mezzo secolo fa 
da noi pori cristi che l'abbiamo letteralmente inventata dal NULLA cosmico
di SantaMammaRai 
che ogni giorno minestrava 
Orietta Berti...Claudio Villa...Gianni Morandi...4 cantautori...e fine
un mastodonte lento e inadatto 
che puzzava di vecchio e mal vestito 
controllato dalla "piramide" Bernabei 
che almeno era attento se non altro 
al rigoroso rispetto della dizione e della grammatica 
(...tutte cose perdute e misteriose oggi...)
solo pochi programmi si salvavano
Supersonic...PopOff...AltoGradimento...
DischiCaldi...HitParade.

La fame di MOOOSEEECAAAH era tanta
e grazie a quella fame nacquero all'estero 
e poi anche qui le radio...prima "pirata" 
poi "libere" e poi "private"...
Cercavamo in ogni album e in ogni solco
il pezzo più forte o più innovativo
giravamo mezza Italia per negozi
soprattutto noi piccoli di province e paesini
le playlist (COOSAAA?) 
ovviamente non esistevano 
e tutto quello che andava in onda
usciva dai NOSTRI dischi
comprati risparmiando su cinema e sigarette
e quando si poteva li andavamo anche a registrare dal vivo.

Eravamo dei naif primordiali 
ma già creativi e innovativi
gli stessi artisti emergenti durante i loro tour
venivano da noi portandoci la copia in studio 
si rendevano conto che questa nuova "invenzione" 
avrebbe finalmente dato spazio ad un mare inesplorato di opportunità
si cresceva insieme, loro sul palco dei teatrini
e noi dentro studi di compensato e polistirolo.

Personalmente quel poco che sapevo 
lo avevo "studiato" e appreso ascoltando. 
Passavo ore a sentire RadioLuxembourg o RMC 
e le pochissime udibili dagli USA 
tutto rigorosamente in OndeMedie 
sporco e frusciante (e di notte...)
MAGICO e soprattutto utile 
per capire i tempi, i jingles, le sigle
oltre a tutti i dischi meravigliosi che qui 
nessuno aveva mai sentito.

Un po' tutti abbiamo fatto così
se mi stai leggendo e sei stato o sei ancora
Dj/speaker/intrattenitore...sai cosa intendo
tutti noi vecchi lupacci della prima radio "libera" 
siamo nati in questo modo 
nessuno poteva/sapeva dirti come/cosa fare...

Oggi è tutto pronto e precompilato.
Dentro una radio di oggi non c'è più anima 
c'è solo un computer che "gira" a modo suo e da lì non si scappa...
Prova a chiedere un disco a un """"Dj"""" 
(ho aumentato un po' le virgolette)
ti risponderà che....
"Non si può...È tutto in playlist....
Nonooo gli indipendenti nooo figuriamoci...
e poi scusa ma non mi occupo di questo...
La musica viene selezionata dal direttore....
Insieme all'agenzia....
Insieme alle majors....
Io/noi andiamo ogni tanto sopra i brani
ma non facciamo nulla"...

Eccolo qua, uno dei complici esecutori 
il dj...Im-Piegato...che ha appena confessato
e indicato i mandanti (direttore...agenzia marketing...majors).
Soprattutto le majors, perché se la radio
è morta lo è perché la musica è stata distrutta 
umiliando e abbandonando gli autori veri 
sostituendoli con quattro servi prezzolati
che sfornano precotti e surgelati h24.

Risultato: marmellate indistinguibili
spalmate e bombardate su ogni network
e store ma anche e soprattutto 
sulle penose radio minori e regionali 
appecoronate anche loro
dietro al "flusso" nazionale e al Clock
(un sistema automatico di programmazione).
Anziché distinguersi vanno dietro al branco
sentendosi FEEEGHI scimmiottando rtl o 105..

E la SIAE? Ne vogliamo parlare?
Lei non può mancare.
Vogliamo dirlo del forfait e della torta?
Vogliamo dirlo che TUTTE le fette di quella torta 
vanno ai soliti noti e gli "emergenti" o gli "indie" 
sono sistematicame ESCLUSI?
È vergognoso, gravissimo, mafioso
ma nessuno ne parla.
A campare di diritti e copyright 
è già deciso e prestabilito
ergo, anche morir di fame.

E pensare che a noi ci registravano!...
Una grande massa di ascoltatori negli anni 70/80 
passava interi pomeriggi e serate a fare cassette 
perché la nostra musica era la più feeeegaa di tutte....
Oggi l' "ascoltatore" non ascolta più...
sente, ma non ascolta
è totalmente passivo e inebetito
una mummia davanti a un volante
e un display...

I NOSTRI ascoltatori invece sapevano che 
quella radio passava quel pezzo o quell'artista
e l'altra quel rock....o quel soul...rnb
o la novità che nessun altro aveva...
E TUTTA la musica possibile finalmente era li...
a loro disposizione (GRATIS) e NON STOP...
e la creatività di autori e gruppi
sembrava un oceano senza fine.

Era un modo sano di fare musica 
e di far nascere/crescere "il mercato"
le stesse case discografiche 
erano influenzate anche dalla nostra "rotation" 
(la frequenza in cui le hit passavano al giorno)
e avevano appositi addetti all'ascolto
in diverse regioni d'Italia che ci seguivano
(e anche loro registravano)
ovviamente non perché amassero 
i nostri programmi 
ma per capire e/o decidere il trend del momento.
La radio era l'ago della bilancia
e da questo si decideva tutto 
inclusi concerti e tournée.
Oggi è il contrario
se l' "artista" non va sul palco
non mangia...

La radio non decide più nulla
è solo un contenitore come un altro
TUTTO è uniformato e appiattito
l'unica cosa che è aumentata è il volume!
Ogni stazione pompa una melassa
al massimo della dinamica
il suono processato con filtri e compressori
non fa distinguere più nulla.

Non pensiate di rifugiarvi nelle WEB radio!
(Alcune trasmettono dalla cucina di casa)...
Apppproposito di web, conosco molti colleghi
(anche illustri) costretti a campare pure loro
in quel modo, si insomma, se non è la cucina
sarà il soggiorno o la camera da letto
ma "grazie" alla rete possono "trasmettere"
da casa fingendo di essere in studio...
Che ve devo di? 
Io non l'ho mai accettato e oggi produco
soltanto spot, voiceover doppiaggi e basi musicali.
Preferisco fare l'artigiano seppur di nicchia
ma capisco la situa...e non li condanno
anzi, stimo la tenacia e la dignità
anche se la cosa mi fa tanta tristezza.

La radio potrà mai risorgere?
E con lei anche la MOOOSEEECAAAH?...

Non lo so, non sono pessimista (mai)
ma scettico e realista.
Ci vorrebbe la stessa energia di un tempo
di QUEL TEMPO che va dal 75 al 90.

Poi il deserto e gli avvoltoi di cui sopra
che un giorno dopo l'altro  
hanno lentamente ammorbato e distrutto tutto
lastricando e asfaltando le immense
e meravigliose praterie fiorite 
seminate e curate con tanta passione.
Lo stesso destino che in fondo poi è toccato anche a giornali e tv...
TUTTI i media in un sol boccone.

Beh si dai, con gli EDITORI... (che parolone)...
l'elenco dei colpevoli è completo.
Vorrei stendere un pietoso telone da circo 
proprio su quest'ultima categoria
forse tra tutte, la più colpevole.
Non sanno un cazzo di musica
Non sanno un cazzo di arte
Non sanno un cazzo di comunicazione 
Eppure dicono di fare musica...arte... comunicazione...

Se la radio oggi non ha più un'Anima
è proprio perché questi """"signori""""
o almeno il 90% di questi
se la sono venduta per quei famosi 30 denari 
e per dare un senso alla loro vuota
e squallida vita.

La RADIO è morta!
W la RADIO....



 



28 marzo 2018

28 marzo 1964 Pirati Di Tutto Il Mondo Unitevi ❣️



Oggi grazie a Ronan O'Rahilly
nasce RADIO CAROLINE
una delle prime radio libere al mondo
senz'altro la più famosa e temeraria di tutte.
La stessa che ispirò e convinse Angelo e Rino Borra
a far nascere insieme ai fratelli Cozzi nel 75
Radio Milano International, la mamma delle nostre radio libere.
Ergo, se RMI è la mamma Caroline è la nonna
e Radio Luxembourg la bisnonna (1933)
ma non perdiamoci in genealogie...

A mezzogiorno del 28 marzo 1964 
i dj's Chris Moore e Simon Dee 
al largo delle coste dell’Essex 
annunciano la nascita di Radio Caroline
con un messaggio pre-registrato:
«Questa è Radio Caroline sul 199
la vostra stazione musicale 24 ore su 24».


Il primo disco in onda fu Not Fade Away dei Rolling Stones
ovviamente dedicato a Ronan O'Rahilly il "padre" di Caroline
un testardo e geniale irlandese classe 1940
che contro vento e contro tutti si mise in testa 
di rompere la rigida monotonia della radio pubblica inglese.



Sfruttando una lacuna legislativa 
scovata nel testo della legge per le telecomunicazioni
si convinse che era possibile aggirare il monopolio
e far nascere la sua Caroline come aveva già fatto
molto tempo prima Radio Luxembourg 208
trasmettendo appunto dal Lussemburgo come radio multilingue.
Ronan non voleva andarsene dal Regno Unito e così pensò
al mare, restando al largo della costa e in acque internazionali
non avrebbe avuto nessun limite né infranto alcuna legge 
e l'unico obbligo era solo quello di registrarsi nello stato 
in cui si fosse trovato di volta in volta.
Fu così che acquistò una vecchia nave passeggeri danese 
ribattezzandola da MV Fredericia a MV Caroline 
ispirandosi per il nome alle foto di Caroline Kennedy, figlia di JFK
che aveva visto spesso ritratta nelle foto alla Casa Bianca.


Il motore della sua idea fu la tenace passione e la convinzione 
nel voler diffondere la musica più bella e aggiornata di quegli anni
a discapito della noiosa e pedagogica radio pubblica 
che non dava spazio né al beat né al rock
se non in rarissime occasioni
ospitando e programmando solo artisti affermati 
e imposti dalle case discografiche.

Non solo, ma la assurda legge di allora 
che limitava in 28 ore settimanali l'esecuzione dei brani originali
per poter coprire il resto della programmazione
costringeva la stessa BBC a registrare le cover strumentali
delle orchestre locali... un vero delirio!

Ma era la dura realtà del mezzo radiofonico di allora
funzione esclusivamente educativa e mai ricreativa
musica imposta e ridotta all'osso, pubblicità vietata
e programmi esclusivamente informativi o pedagogici
un po' come il nostro "terzo canale" Rai degli anni 60
ma molto più austero e triste.
Radio Caroline era l'esatto opposto, il paradiso in terra
(in mare...) 
come previsto sollevò le proteste ufficiali
da parte del Governo che però poteva solo constatare 
l'impotenza legislativa in materia di telecomunicazioni.

La notizia si diffuse rapidamente 
senza alcuna campagna promozionale
in modo naturale e spontaneo (oggi diremmo..virale)
e Radio Caroline arrivò a 5 milioni di ascoltatori già in pochi mesi.
Il segreto della ricetta era tanto semplice quanto efficace 
e gli ingredienti sono gli stessi ancora oggi validi in ogni radio:
musica attuale h24, comunicazione spontanea e diretta
pubblicità velocissima e allegra e giochi a premi 
dove si vincevano fino a 4/5000 sterline
per quegli anni una cifra ..molto seria! 



Beatles, Rolling Stones, Kinks, Who e tanti altri gruppi e nomi dell'epoca
erano gli assoluti protagonisti che finalmente si potevano ascoltare 
ininterrottamente da quella radio tanto rivoluzionaria quanto ovvia e necessaria.
Certo, la questione del copyright, anche quella 
veniva allegramente aggirata
ma le band non si arrabbiavano, anzi 
per loro era tutta pubblicità positiva
che accendeva di energia i giovani all'ascolto 
che presto si sarebbero trasformati
in pubblico delirante ai concerti e nei negozi.

Gli stessi Beatles e Who furono in seguito 
tra i più grandi sostenitori delle radio private
che in poco tempo cominciarono ad imitare Caroline 
e a proliferare in tutto il Regno Unito.
Fu un successo talmente clamoroso e inarrestabile
che la stessa BBC (scandalizzando gli inorriditi puristi filo-governativi)
decise di lanciare una nuova stazione 
BBC Radio 1, dedicata esclusivamente
al pop/rock!

Pochi anni dopo, nel 1967 
il Governo inglese decise di varare una nuova e più severa legge 
per punire tutti i "pirati" con il suo "Marine Offences Act" 
in vigore dal 15 agosto 1967 e tutt'oggi operativo che
«proibisce di trasmettere dalle navi, 
dalle strutture off-shore e dagli aerei 
in acque territoriali britanniche 
o da navi e aerei registrati nel Regno Unito 
dovunque si trovino». 

Da quel giorno chiusero tutte le radio
ma Ronan andò avanti e continuò a sfidare il Governo 
onda su onda...dalla sua Caroline.
Poco dopo mezzanotte di quel ferragosto annunciò:
«Radio Caroline continua» 
e fece partire All You Need Is Love dei Beatles. 
Una stima dell'epoca conta in 20 milioni gli ascoltatori 
che accesero Caroline nel primo giorno della nuova legge.
Non avendo più rivali, restava l'unica libera e possibile.

Purtroppo la radio in seguito dovette fermarsi per quattro anni...
quando i marinai si rifiutarono di andare avanti 
se non fossero stati pagati gli arretrati. 
Ripartì nel 1972 ma sempre a fasi alterne  
fino ai nostri giorni, purtroppo non è più tornata 
alla fama di un tempo. 

Oggi è ancora "in onda" qui >>  https://www.radiocaroline.co.uk/#home.html

nel 2017 ha anche ottenuto dal governo britannico
(per la prima volta) l'autorizzazione ufficiale a trasmettere in AM 
(come radio comunitaria).
L' occasione è stata festeggiata con una trasmissione di 3 giorni 
dall' 11 al 13 agosto 2017 in diretta dalla ristrutturata Ross Revenge
attraccata nel fiume Blackwater (Essex).



Happy Birthday Caroline... 
e mille grazie al pirata O'Rahilly
che oggi purtroppo è molto malato 
ed è ritornato a vivere in Irlanda nella contea di Louth 
con la vista sul porto di Greenore dove Radio Caroline 
nacque 54 anni fa e dove speriamo
continui a navigare per sempre!


+++ R I P Ronan O’Rahilly +++
E' morto oggi lunedì 20 aprile 2020 all’età di 79 anni
nella casa di riposo di Carlingford (Irlanda).
 Dal 2013 soffriva di una diminuita capacità cognitiva
denominata "demenza vascolare".
Praticamente al suo cervello non affluiva più
il corretto flusso sanguigno.
Qui sotto il tweet pubblicato
da Johnnie Walker, uno dei suoi storici DJ